ON AIR LAST WEEK: NEW MOON di ELLIOT SMITH


Articolo di mia sorella Elisabetta.
"L’ULTIMO GENIO INCOMPRESO"
Frank Zappa, Jimmy Page, Dave Gilmour, Keith Richards, Kurt Cobain.
La caratteristica che distingue Smith dai grandi chitarristi sopracitati è la sua capacità assoluta di creare in ogni singola composizione un’atmosfera a sé stante. Ogni sua canzone racconta una storia e questo secondo doppio album postumo NEW MOON rappresenta egregiamente il genio creativo di Smith perduto troppo presto.
Questa ultima raccolta mette insieme pezzi registrati dal 94 al 97, periodo prolifico ma avaro di riconoscimenti da parte della critica musicale dei tempi. Critica che si accorge di lui “solo” grazie alla candidatura all’Oscar del pezzo MISS MISERY (presente in questa ultima uscita, ma in una primissima versione), colonna sonora del premiato film GOOD WILL HUNTING.
Nel primo cd spiccano fra tutte HIGH TIMES per la tensione vocale che sfocia nel ritornello a più voci. RIOT COMING, ALL CLEANED OUT e GO BY sottolineano lo stile base di Smith, semplice ed immediato all’ascolto ma particolarmente arduo nell’essere eseguito musicalmente.
Nel secondo cd si può notare una maggiore particolarità e complessità nei pezzi, meno orecchiabili ma decisamente più apprezzabili dopo qualche ascolto. GEORGIA GEORGIA apre appunto con queste caratteristiche raffinate e liriche, BIG DECISION appare aggressiva rispetto alle altre, ma in realtà è una ricerca continua e nervosa di un qualcosa o di un qualcuno che però non viene trovato e lascia un velo di angoscia. SEEN HOW THINGS ARE HARD disegna un paesaggio invernale di solitudine. L’antitesi fra ansia e rassicurazione in ALMOST OVER termina senza farci capire chi delle due ha la meglio sull’altra.
E’ difficile poter trovare difetti in questo doppio album, Smith non aveva doti vocali eccezionali né particolari, ma è anche per questa normalità che le sue canzoni gli calzavano alla perfezione e per questo difficili da onorare con una cover.
Ansiosa e poetica solitudine, pace apparente, malinconia e dolcezza sono le sue principali caratteristiche. E se devo trovare un difetto, lo vedo nell’industria musicale americana, troppo presa a sfornare rapper o cantanti scopiazzati dal passato per potersi rendere conto dell’enorme personalità artistica di Elliott Smith. E come sempre, se ne è accorta troppo tardi.

2 commenti:

marco pedrana ha detto...

Non lo conoscevo per nulla eppure mi sono cari alcuni musicisti con i quali ha suonato!

ora che ho ascoltato qualcosa di suo, beh non era niente male, grazie per il suggerimento!

ale.c ha detto...

Sono contenta che tu abbia apprezzato questo grande musicista... putroppo è sconosciuto a troppi... io l'ho scoperto tramite mia sorella questa estate durante la vacanza negli "States"... questo album in particolare è introvabile ancora in Italia!!! Un abbraccio.